“L’Italia che fu” Fabio Ferrarini per “Antarès” pag. 25 “4 novembre 1918: per sempre “soldati”, per sempre “ragazzi” Fabio Ferrarini per “Il Giornale del Friuli” MILANO - La storia è maestra di vita, ma un buon insegnante, quale la storia sa essere, è conscio che un precetto è tanto più valido ed utile, quanto più resiste nel tempo. Intorno al fenomeno della Grande Guerra (ossia la Prima Guerra Mondiale), si sono manifestate diverse reazioni emotive a seconda del periodo cronologico in cui è stato affrontato il tema. All’indomani della vittoria nazionale... MILANO - Ricordo un’Italia che fu divisa dalla storia e dalla politica quando, dalle fabbriche e dalle campagne, in quel Novecento che oggi tanto sa di retrò, si alzava una voce, più simile ad un grido, che invocava libertà e progresso, emancipazione, cultura e sviluppo... Ferrarini & Leone “Metropolitania”  Recensione di Agostino Bergo per “Secretum” MILANO - Un mazzo di ventisette rose blu (colore dominante in un’ideale esegesi cromatica che dovrebbe prediligere l’alluminio o le fredde tinte di una “megalopoli” del nord) lasciate su di un tavolino bordeaux accanto ad una splendida psicologa costretta, non si sa ancora perché, su di una sedia a rotelle che, nella sua sensuale indolenza, fissa imbarazzata un ragazzo magro e dinoccolato, con la testa bassa e i pugni stretti...