Bosnia - Erzegovina – Bosna i Hercegovina
Bibliografia
Guide Lonely Planet – Balcani nordoccidentali
Premessa
Non solo lingue, ma dialetti…non bastano religioni, vi si aggiungono etnie e rivalità
culturali. La Bosnia - Erzegovina ed il suo ricostruito Stari Most: il simbolo di un connubio
andato in frantumi e riportato all’antico splendore come immagine della presunta
riconciliazione. I campanili cristiani ricominciano a sforzarsi per superare in altezza i
minareti, i cartelli lungo le strade principali mostrano lo stesso nome in quattro lingue
diverse: l’inglese è l’ultima, le prime tre si ripartiscono in strani miscugli di croato, serbo e
bosniaco.
Sarajevo è ancora il crocevia delle culture moderne: mitteleuropea, turca e squisitamente
slava, ma basta osservare le “rose di Sarajevo” lungo i marciapiedi (buche di mortaio a
forma di mano riempite con vernice rossa) per ricordare a tutti che le ferite forse si
rimarginano ma le cicatrici restano sulla pelle e sul cuore.
Nonostante la pittura, l’architettura, la letteratura e la musica, gli abitanti di Sarajevo non
dimenticano gli opuscoli di sopravvivenza con i quali si spiegava come utilizzare l’acqua
scarsa, quando dormire e mangiare (se possibile) ed insegnare alle donne come sostituire
gli uomini partiti per il fronte (molto spesso a pochi chilometri da casa).
Chissà per quanto tempo le autorità locali saranno costrette ad avvertire popolazione e
turisti di non allontanarsi dalle strade battute per non incombere nelle mine antiuomo,
sempre che esse possano drammaticamente rappresentare un monito alle generazioni
future.
Di frequente tra le vie della capitale troverete indicazioni simili “bb”, ossia “bez broja”,
privo di numero civico: è una caratteristica saliente di Sarajevo che contraddistingue uffici
ed istituzioni non residenziali.
Gastronomia a parte, deliziosa sintesi di tradizione mitteleuropea e turca, Sarajevo è
certamente il baricentro dell’intero equilibrio balcanico: perderlo significa cadere, in basso,
a terra…sulla nuda terra, talora considerata cattolica, ortodossa, musulmana…ma finora e
per sempre slava.
Fabio Ferrarini
B i b l i o g r a f i a