Lituania - Lietuva
Bibliografia
Paesi baltici – Guide d’Europa TCI
Premessa
Il vento solleva granelli di sabbia dorata, mentre qualche ago di pino punge il collo, il sole
splende durante una fresca mattina baltica: è l’emozione del Sahara lituano sulla penisola
di Neringa.
Nella città di Vilnius (denominata la Gerusalemme del Nord) trionfano il gotico, il barocco
ed il neoclassico ma a pochi chilometri dalla città si penetra nel misterioso regno
dell’ambra: in epoche sconosciute e leggendarie Perkunas, dio del tuono, ha distrutto il
palazzo della regina del mare disperdendo la preziosa ambra lungo le coste. Al porto
attraccano pescherecci arrugginiti, ma sulla spiaggia è possibile raccogliere pezzi d’ambra:
Neringa e Palanga ne sono ricche.
La Lituania è un crocevia di culture anche in cucina: la patata, chiamata “pelinai” prende il
nome dai celebri dirigibili tedeschi, gli Zeppelin ed è considerata la regina della
gastronomia lituana.
La Confederazione con la Polonia ha spinto anche la classe nobile, i bajori lituani, ad
allontanarsi dalla lingua nazionale ed avvicinarsi al polacco o al russo per ottenere i
medesimi privilegi dei loro “cugini polacchi”. Il fenomeno del sarmatismo rinascimentale
(si ritiene che i Sarmati siano gli antenati dei polacchi) ha stabilito il punto – cardine dal
quale nascono le differenze tra Polonia e Lituania. Il loro comune percorso storico trae in
inganno. Lituania e Polonia rappresentano le due facce di una stessa moneta: la testa è la
Polonia, sinonimo di evoluzione, cultura e civiltà mentre la seconda (la croce) indica il
mistero, il misticismo e la sacralità della tradizione lituana.
Ancora oggi, nella Svizzera italiana, si celebrano commemorazioni del poeta nazionale
Rainis, esiliato in seguito alla prima lotta di indipendenza lituana.
In Italia esistono una Legazione Lituana, una comunità e persino un’Accademia delle
Scienze lituane, a Roma. Tali rapporti di interazione con la capitale non sono affatto
casuali: la maggior parte dei lituani professano la religione cattolica di rito romano.
Il grande tappeto orientale si adagia passando anche per la Lituania e prosegue sontuoso
verso le propaggini orientali delle steppe euro – asiatiche: le sue frange, forse, proseguono
oltre Vladyvostok.
Fabio Ferrarini