Polonia – Polska Rzeczpospolita
Premessa
Un immenso tappeto verde che si estende fino al Mar Baltico, una serie infinita di alberi
dalla corteccia bianca: la Polonia vera, quella delle tradizioni, della natura e dei matrimoni
lunghi tre giorni respira qui tra Cracovia, Lodz ed Eblag. Varsavia, invece, nel suo ruolo
di capitale moderna deve cedere il passo alla globalizzazione, ai grandi centri commerciali,
alle nuove spinte della modernità tecnologica. Persino un polacco oggi stenta a riconoscere
Varsavia, nugolo di cantieri edili, traffici e commerci autostradali che affluiscono dalle
arterie periferiche. La “Stare Miasto” conserva un finto fascino antico: distrutta prima
dell’invasione nazista e ricostruita esattamente come prima. Non rappresenta la semplice
commemorazione dell’antica immagine cittadina, è ben più significativa: dimostra quanto
sia forte l’orgoglio di una popolazione che ha subito occupazioni da ogni parte d’Europa
ed è sempre riuscita a mantenere viva la propria identità nazionale, artistica e letteraria. I
casermoni sovietici, molti dei quali sorgono sull’ex quartiere ebraico raso al suolo per
lasciare spazio ai palazzi socialisti del dopoguerra, sono solo un segno di come la Polonia
sia riuscita a sopravvivere alle spesso scomode influenze esterne. Il passo verso occidente
degli ultimi dieci anni è sembrato rapido: nelle scuole il russo non è più obbligatorio e la
seconda lingua è l’inglese. Ma lungo gli argini della Wisla (Vistola), in una fresca notte di
fine agosto, si rivive l’atmosfera della Varsavia antica, ai piedi della città vecchia: è la
Varsavia romantica, degli amori, dei sogni e delle passioni. Molti, anche quando perfino
sognare pubblicamente era proibito, devono aver capito che le emozioni del cuore non
possono essere imprigionate ed insieme a molti altri ha continuato a credere. Qualora
dovesse capitare di domandare a qualcuno dove si trovi il centro, la risposta sarebbe
duplice: un centro dove comprare oggetti e respirare smog, oppure un angolo tipico dove
rivivere una tradizione da vecchio cinematografo.
Ma bastano solo pochi chilometri per addentrarsi nella Polonia genuina, dove si
comprende che l’Europa orientale inizia molto prima, comincia lungo il confine dell’Italia
nordorientale e prosegue per migliaia di chilometri tra distese verdi, fiumi azzurri,
abitazioni a due piani e cortili immersi tra crogioli di strade e mattoncini. Così chi ama
l’Est si lascia catturare dalla litania ombrosa e severa della parlata slava, mentre uno
splendido bambino biondo con due occhi azzurri come il cielo di nordest osservano le
nuvole rade sopra i boschi.
Fabio Ferrarini