Repubblica ceca – Ceskà Republika
Bibliografia
Guide Mondadori, Repubblica ceca e Slovacchia
Premessa
La campagna è disseminata di casette dai tetti trapezoidali, quando piove una sottile coltre
di foschia avvolge i boschi che si estendono intorno ai campi coltivati ed il cielo, di un
grigio plumbeo trasmette quella nostalgia tipica del “male dell’est”: un’incurabile malattia
intellettuale che cattura gli amanti dell’imprevedibilità e della mutevolezza.
Terra irrequieta, appassionante, teatro di scorribande e razzie, lusso e ricchezza,
autonomia e soprusi: un gomitolo in preda alle unghie di un gatto dispettoso. Le invasioni,
gli imperi, i totalitarismi: un sorriso ingenuo e contadino contrapposto al sangue versato
nelle città, dove intellettuali ed artisti non hanno mai rinunciato alla propria
indipendenza. Tra industria e tradizione il Paese si è avviato da parecchio tempo verso
l’occidentalizzazione, il baricentro d’Europa si trova tra Praga e Vienna. I palazzi e le
chiese sembrano costruzioni di carte da gioco: strette e lunghe, variopinte ed accattivanti. I
pensieri si perdono nell’umidità boschiva dove cresce il luppolo, ingrediente principe per
la produzione della birra ceca mentre la creatività degli scrittori viene sublimata ogni anno
nel mese di marzo, in occasione del Festival degli scrittori di Praga. In un paese dove circa
il quaranta per cento della popolazione si dichiara ateo sembra impossibile che tra il 1618
(anno della Defenestrazione di Praga) ed il 1648 (Pace di Westfalia) si sia consumata una
delle più tragiche guerre di religione che la storia abbia mai conosciuto. Ma è anche la
nazione in cui un giovane studente ceco, che lavora alla reception degli ostelli, ha la
premura di ricordarti, offrendoti una birra fresca, che tra i cechi e gli slovacchi non c’è
odio, anzi…le opportunità politiche ed economiche rovinano le amicizie solo in
apparenza.
Fabio Ferrarini
B i b l i o g r a f i a