Ungheria – Magyar Koztàrsasàg
Premessa
Nazione orgogliosa e fortemente legata alla propria indipendenza: la storia
contemporanea smentisce l’identità ungherese vessata per decenni dalle pesanti
interferenze sovietiche. Sin dall’età tardo – antica, la popolazione ungherese (magiara) ha
dimostrato di avere le carte in regola per conquistare e dominare. La lingua ungherese di
origine chiaramente ugro – finnica esclude il Paese dal novero degli stati slavi e a dispetto
della sua collocazione geografica costituisce uno degli avamposti della cultura occidentale
nell’est Europa. Mentre Budapest rincorre di buona lena i traguardi economici del mondo
globalizzato, molte piccole città ungheresi, alcune delle quali immerse nella puszta
mantengono vive le regole della tradizione. Genuinità contadina, attaccamento ai costumi
ed al folklore, la fitta rete di scambio interculturale tra fieri magiari a zigani che
attraversano le pianure danubiane. Musica e cucina accomunano il Paese alle grandi
tradizioni dell’Est: il gulash nasce qui e lambisce nelle sue varianti l’Austria, l’Italia
nordorientale, i Balcani, la Repubblica ceca e la Romania. La Transilvania, pendolo
secolare tra Ungheria e Romania, conserva la fantasia delle fiabe, rimembra gli antichi usi
matrimoniali e rispolvera le vecchie credenze popolari circa vampiri, demoni e fate. Verde
ovunque fino alle affascinanti salite dei Carpazi, oltrepassati i quali centinaia di
popolazioni barbare si sono lanciate all’avventurosa conquista dell’Europa continentale.
Subordinata all’Impero austriaco, diventato poi grazie ad accese lotte Impero austro –
ungarico, ha acquisito i canoni della tradizione mitteleuropea ma assimilando senza troppi
filtri la nostalgia dei venti provenienti dall’Est: militarizzazione, culto della burocrazia ed
irreprensibile imprevedibilità artistica oltre i propri confini nazionali.
Una nazione che conosce la propria storia è in grado di raccontarla a chi non la conosce: gli
ungheresi tengono particolarmente a sottolineare il prestigio che per molti secoli,
soprattutto nel Medioevo hanno caratterizzato lo sviluppo dell’Europa centro – orientale.
Ultimo baluardo storico – culturale contro il mondo islamico – ottomano, ha pagato un
prezzo di sangue altissimo in nome della cristianità: terra di grandi principi, regine e
cavalieri…l’anello di congiunzione tra la tradizione tipicamente celtica del mondo centro –
europeo ed le misteriose leggende orientali.
Così, pochi chilometri a nord di Budapest, il Danubio vira a gomito verso meridione e si
lancia impetuoso in Croazia prima e Serbia poi, proseguendo il lungo viaggio di miti che
sfocia nel mar Nero sulla sponda romena.
Fabio Ferrarini